Documento politico del Coordinamento Nazionale
LSU/LPU
LSU/LPU: ASSUNZIONE PER TUTTI NEL PUBBLICO IMPIEGO
Le politiche neo-liberiste del governo D’Alema e dei governi
che l’hanno preceduto, imposte dal patto di stabilità che regola la costruzione
dell’unione monetaria europea sotto il controllo della banca centrale, portano
al degrado delle condizioni di vita e di lavoro di sempre più larghi strati di
popolazione.
Le cosiddette politiche per il
lavoro si fondano sullo sviluppo della flessibilità del lavoro e
dell’adattabilità, cercano cioè di imporre ai salariati, siano essi assunti, in
formazione, disoccupati o precari in una delle miriade di forme di lavoro
atipiche che vengono fatte proliferare, condizioni di vita e di lavoro
degradate a tutto vantaggio degli imprenditori in termini di profitto.
La cosiddetta riforma
dello stato sociale, si traduce nel sistematico smantellamento delle tutele e
dei servizi ai cittadini ed in primo luogo alle classi subalterne a partire
dall’attacco alla scuola, alla sanità ed alla previdenza pubbliche.
L’obiettivo, concretizzatosi con il disegno di legge di modifica della 142/90
da parte dell’ANCI e della Confindustria con il quale si vuole imporre agli
enti locali l’obbligo di appalto ai privati di tutti i servizi pubblici, è la
liquidazione dello stesso concetto di benessere collettivo a vantaggio di una
redditività mercantile fondata sul profitto dell’impresa.
Di fronte ad un sindacato
confederale che lavora per la flessibilità e per la precarizzazione, che spinge
per inconfessati ed inconfessabili interessi (la giungla della cooperazione!)
verso la privatizzazione dei servizi pubblici, ci sono oggi in Italia molte
organizzazioni ed aggregazioni che rivendicano lavoro e diritti del lavoro, ma
vi è un solo movimento a carattere nazionale contro la disoccupazione ed il
precariato la cui vertenza è decisiva per l’insieme degli occupati, dei
disoccupati e del variegato universo dei precari: i lavoratori socialmente
utili / di pubblica utilità la cui specificità e i cui contenuti devono essere
oggi centrali per tutti coloro che hanno a cuore le battaglie contro la
disoccupazione, il precariato e l’esclusione sociale.
La piattaforma del movimento,
riassumibile senza ambiguità nelle parole d’ordine:
-
Assunzione per tutti
negli enti utilizzatori o nelle Pubbliche Amministrazioni;
-
Pari dignità con i
dipendenti degli enti utilizzatori attraverso l’applicazione dei Contratti
Collettivi di Lavoro, dello Statuto dei Lavoratori e delle norme di sicurezza
sul lavoro;
-
Garanzia della prosecuzione
per tutti delle attività sussidiate fine all’avvio delle procedure di
reclutamento;
è
in rotta di collisione con la politica e le scelte neo liberiste del governo ed
ha un effetto dirompente riaffermando per tutti, salariati, disoccupati e
precari, una concezione del lavoro e dell’intervento pubblico non asservite
agli interessi del mercato ed al profitto dei padroni ma fondate sul primato
dell’interesse collettivo in termini di qualità della vita e di tutela sociale
ed ambientale delle comunità.
Il Coordinamento Nazionale
LSU/LPU, soggetto politico indipendente che raccoglie al suo interno
coordinamenti territoriali di LSU/LPU di diverse regioni del centro-sud
(Campania, Lazio, Calabria, Puglia, Toscana) ed è di riferimento ad altre
realtà territoriali in fase di organizzazione (Abruzzo, Molise, Umbria,
Marche), a cui aderiscono sindacati di
base come il S.In. Cobas e l’Unione Sindacale Italiana ed associazioni ed
organismi quali l’Associazione In Marcia per il Lavoro ed il Patto Federativo
di Base Regioni Enti Locali, è convinto che le iniziative, anche quelle
nazionali, per sviluppare il conflitto, difendere i diritti e vincere la
vertenza, devono essere costruite insieme ed unitariamente.
Se le lotte sin qui condotte sia
a livello nazionale che a livello regionale e locale hanno imposto almeno la
prosecuzione dei progetti, le disposizioni contenute nell’allegato alla
finanziaria licenziato dal governo proprio all’indomani della manifestazione
nazionale indetta unilateralmente da RdB e Cobas Coordinamento Nazionale
dimostrano quanto sia ancora lontana una conclusione positiva della vertenza.
L’atteggiamento del governo è esplicito: non vi è alcuna trattativa o margine
di trattativa sulla piattaforma del movimento, l’unica soluzione è quella del mercato,
delle cooperative e delle multiservizi. Prendere atto di questo dato di fatto è
indispensabile per tutti coloro che hanno a cuore il destino di centinaia di
migliaia di precari e che individuano in questa vertenza un punto nodale del
conflitto sociale oggi.
Bisogna allora in primo luogo
andare alla ricomposizione del movimento superando particolarismi e settarismi
e sviluppare un’offensiva politica e sociale che punti, a partire della
vertenza LSU/LPU ad aggregare per il lavoro il vasto, variegato e frantumato
fronte della precarietà e dell’esclusione.
Il Coordinamento Nazionale
LSU/LPU individua in una nuova manifestazione nazionale a Roma, da indire ed
organizzare unitariamente per il 14 aprile, l’occasione di sintesi e rilancio
della vertenza da perseguire attraverso una proliferazione di lotte articolate
territorialmente, coordinate a livello nazionale, capaci di imporsi
all’attenzione generale e attraverso l’aggregazione del più ampio schieramento
di forze possibile al fattivo sostegno della piattaforma rivendicativa.
In relazione a questo il
Coordinamento si adopererà fattivamente con spirito unitario.
Il Coordinamento Nazionale
LSU/LPU è consapevole del fatto che oggi le politiche nazionali siano in larga
misura condizionate dai criteri di convergenza di Maastricht e dalla Banca
Centrale Europea e come ciò apra un nuovo terreno di scontro a livello europeo.
E’ infatti in Europa oggi che si determinano per gli stati membri le
possibilità di incremento della spesa pubblica e quindi le reali possibilità di
assunzione nel pubblico impiego.
La manifestazione europea di
Colonia del 29 maggio contro la disoccupazione, l’esclusione e la povertà, che
vedrà la partecipazione di decine di migliaia di disoccupati e precari di tutta
Europa, è certamente un’occasione importante per rilanciare la vertenza e la
piattaforma del movimento da un punto di vista privilegiato anche per quanto
riguarda l’informazione.
Sulla base di queste
considerazioni il Coordinamento Nazionale LSU/LPU aderisce alla manifestazione
sottoscrivendone l’appello unitario e riservandosi l’elaborazione di un proprio
specifico documento su cui successivamente richiedere il sostegno e la
convergenza sia a livello nazionale che internazionale.
Il
Coordinamento Nazionale LSU/LPU
a cui hanno finora aderito:
Assemblea
Lavoratori Polis/LPU Comune di Roma, Comitato Provinciale di Lotta per il
Lavoro Frosinone (tel/fax 0775-853516, E-mail: mcolott@tin.it), Coordinamento
LSU Cosenza, Coordinamento LSU Livorno (tel/fax 0586-210116), Coordinamento
Regionale LSU/LPU Puglia, Movimento di Lotta LSU Napoli (cell. 0339-2889101,
fax: 081-7624204), S.In. Cobas (tel/fax 02/89159171) , USI (t. 06-70451981, fax
06-77201444) Associazione In Marcia per
il lavoro (tel. 0338/7706136)