ALTERNATIVA SINDACALE
Assemblea Nazionale 1999
LSU - LPU.
Valutazioni sulla delega contenuta nel collegato alla Finanziaria '99
I lavori socialmente utili sono una delle forme, la prima, di non rapporto di lavoro. Nati per accompagnare gli ammortizzatori sociali, si sono estesi fino a comprendere i disoccupati di lunga durata e i giovani, praticando il workfare come attività svolta in cambio del sussidio percepito. L’obiettivo era quello di superare "l’assistenzialismo" degli ammortizzatori sociali.
In realtà quasi mai sono stati accompagnati da percorsi di formazione-riqualificazione e lo sbocco in una attività stabile è ben lungi dall’essere realizzata per la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Anzi, spesso sono stati utilizzati, seppur a tempo parziale, per coprire le carenze organiche degli enti pubblici (a partire dai Comuni) o comunque per ridurne le spese, sostituendo a volte gli appalti. Addirittura, persino le cooperative sociali hanno potuto utilizzare questo strumento.
Ai tradizionali lsu si sono poi aggiunti gli lpu (lavori di pubblica utilità), inseriti nel "pacchetto Treu" (L. 196/97) per superare le resistenze del PRC a votare quella legge.
Gli lsu "storici" pare siano circa 136.000. Il condizionale è d’obbligo, poiché a volte non vengono considerati quelli della Sicilia. Nonostante il sindacato chieda da anni di conoscere lo screening dei lavoratori interessati (n^, età, qualifica professionale, titolo di studio, ecc.), questo non è ancora stato fatto in modo serio e generalizzato. E’ un presupposto indispensabile per costruire percorsi di sbocco lavorativo. Invece i percorsi di sbocco, ove costruiti, hanno a riferimento la privatizzazione dei servizi gestiti dai comuni, con la costituzione di SpA miste, a prevalenza di capitale privato.
Altra richiesta storica è quella di uno stop la bacino di lsu, che negli anni si è sempre più espanso.
Nel dicembre 1997 è stato emanato il Dlgs 468, con la contrarietà sindacale perché non c’era separazione tra lsu "storici" e nuovi, anzi quasi tutti sono ormai storici, con l’applicazione dell’art. 12 dello stesso Dlgs che prevede una serie di strumenti per la fuoriuscita dal bacino.
Strumenti che si sono rivelati, come era prevedibile, poco efficaci, tanto che nella L. 144/99 (collegato ordinamentale alla Finanziaria) all'art. 45 è prevista una nuova delega al Governo, da attuare entro il 28.2.2000 e con possibilità di nuove correzioni-integrazioni nei 24 mesi successivi. Ciò a significare che si continua a navigare a vista. Ovviamente anche questa delega è senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
La delega, correttiva o integrativa del 468, prevede:
Il senso è cioè quello di decentrare risposte e soluzioni a livello locale, oltre a lasciarsi lo spazio normativo per ulteriori interventi finalizzati alla stabilizzazione.
Inoltre, nello stesso art. 45 sono poi previste altre norme relative agli lsu:
· fino alla riforma degli ammortizzatori sociali (cioè fino a fine 99) sono prorogabili tutti i progetti che coinvolgono lavoratori che hanno maturato o maturino 12 mesi di lsu tra l’1.1.98 e il 31.12.99. A questi soggetti viene estesa la disciplina di cui all’art. 12 Dlgs 468/97 (vedi allegato).
· le risorse eventualmente non spese restano comunque destinate alla riforma degli incentivi e degli ammortizzatori. Fino alla riforma, in base a convenzioni tra Ministero Lavoro e Regioni, possono essere fatti lsu come politica attiva del lavoro in armonia con le previsioni della normativa comunitaria
· fermo restando il blocco di cui al punto precedente, i progetti di lsu possono essere presentati anche da organizzazioni non lucrative di utilità sociale, secondo la normativa e le condizioni delle cooperative sociali
· È riservata una quota del 30% delle assunzioni dal collocamento nelle pubbliche amministrazioni (prima era 30%, ma nella stessa amministrazione e in attività uguali o simili)
· Dal 1.1.99 l’assegno per lsu viene innalzato a £ 850.000 mensili (l’aumento compensa quasi integralmente le trattenute fiscali)
· Proroga dei trattamenti previdenziali (CIG, mobilità) fino a conclusione dei progetti in attesa della riforma degli ammortizzatori. Il tetto è di 90 miliardi a carico del Fondo per l’occupazione (e quindi non dell’INPS)
· Il Ministero dei Beni Culturali è autorizzato a pagare le integrazioni per i propri lsu (26,6 miliardi)
Da segnalare inoltre la piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL delle scorse settimane (vedi nota Casadio ecc. del 9.6.99).
Osservazioni:
Gli lsu sono concentrati maggiormente al Sud, spesso con qualifiche professionali basse. Ma le assunzioni nei bassi livelli nella PA ormai quasi non si fanno più perché si tratta di attività che, laddove non già fatto, sono in via di esternalizzazione.
Il Ministero del Lavoro preme perché sia fatto l’accordo nel PI sul lavoro interinale, superando il limite "dell’esiguo contenuto professionale" come prevede la Circ. 100 dello stesso Ministero (concordata con le OOSS confederali). L’obiettivo è quello di "scaricare" questi lavoratori alle Agenzie di lavoro interinale (nelle intenzioni iniziali: Italia Lavoro).