COMMENTO SULLA REVISIONE DEL D.TO L.VO 468/97 (d.to 81/2000)

A cura del Sin Cobas Frosinone (t. 0775-853516)


Lo schema di decreto legislativo di integrazione e modifica della disciplina dei lavori socialmente utili mostra in maniera brutalmente chiara quali siano le reali intenzioni del governo D'Alema: liberarsi una volta per tutte dell'unico soggetto sociale in grado oggi di mobilitarsi imponendo all'ordine del giorno la parola d'ordine dell'assunzione nella pubblica amministrazione.

I lavoratori rivendicano a gran voce il riconoscimento del lavoro svolto? Il loro impiego in violazione della legge a copertura delle carenze d'organico delle amministrazioni? La loro utilizzazione in servizi sostitutivi e non aggiuntivi di quelli essenziali che gli enti devono comunque garantire?

Non c'è problema, il governo "sana" i reati commessi consentendo per legge l'impiego indiscriminato dei lavoratori che potranno essere utilizzati, senza alcun progetto, senza alcuna programmazione se non una semplice dichiarazione appositamente deliberata, anche in tutti i "servizi tecnici integrati della pubblica amministrazione". Ma non basta, le Regioni e le Provincie potranno allargare ulteriormente le possibilità di utilizzazione "legale" dei lavoratori.

I lavoratori rivendicano di essere stati impiegati da parte degli enti utilizzatori in attività estranee ai progetti finanziati?

Lo facciano, se sono capaci, quando per poter essere inseriti nelle liste redatte a cura degli stessi enti utilizzatori dovranno formalmente e legalmente dichiarare, pena l'esclusione, a quegli stessi enti di essere stati occupati nei progetti!

Ma il meglio di sé il decreto lo mostra nel percorso di guerra che impone ai lavoratori destinati a cadere in questa o quella trappola.

Per prima cosa ci sono i tempi: solo 30 giorni di tempo dalla pubblicazione del decreto per compilare le dichiarazioni ai lavoratori e far deliberare gli enti sulla prosecuzione dell'utilizzazione.

Poi vi sono le esclusioni per legge:

-          sono esclusi tutti coloro che appartenevano a progetti cessati prima del 31/12/1999 (nessuna speranza quindi per i ragazzi della 280);

-          chi non ha maturato 12 mesi di permanenza nei progetti nel periodo 1/1/98 - 31/12/99;

-          chi ha i requisiti per andare in pensione con la contribuzione volontaria anche se non presenta la domanda;

-          chi è pagato con l'indennità di mobilità;

-          chi è stato "ricollocato" al lavoro;

-          chi è stato dichiarato decaduto o cancellato

-          chi non sottoscrive la dichiarazione di "effettivo impiego" nei progetti.

Poi vi sono le "opportunità" di lavoro:

-          la possibilità di far partire le solite società miste e cooperative è prorogata fino al 31/12/2001 ma in termini di precarizzazione del pubblico impiego e dei servizi pubblici il governo fa un salto di qualità arrivando ad introdurre in alternativa le collaborazioni coordinate e continuative da imporre ai lavoratori. Così avremo lo spazzino, l'operatore cimiteriale, lo stradino, ecc. che non lavorano per l'ente ma "collaborano" in maniera coordinata e continuativa....

-          per i privati che assumono i lavoratori ci sono sempre i 18 milioni che vengono riproporzionati se l'assunzione è part-time sotto le 28 ore settimanali; la stessa cifra non spetta però agli enti che dovessero assumere quegli stessi lavoratori ma, sorpresa, quegli stessi enti prendono i soldi se  invece di assumerli i lavoratori li fanno lavorare in regime di collaborazione coordinata e continuativa!

-          ai datori di lavoro che assumono a tempo determinato sono riconosciuti gli stessi incentivi previsti per l'assunzione dei lavoratori in mobilità così come per coloro che i lavoratori li affittano tramite le agenzie di lavoro interinale.

Poi vi è la chicca della disciplina sanzionatoria.

Il governo sana i reati della pubblica amministrazione e "punisce" i lavoratori.

E' escluso dai benefici chi non accetta in un raggio fino a 50 kilometri dal comune di residenza:

-          l'assunzione a tempo indeterminato in una qualsiasi ditta;

-          l'assunzione a tempo parziale anche inferiore alle 28 ore settimanali (non è indicato un numero minimo di ore);

-          l'assunzione a tempo determinato (anche in questo caso non è indicata una durata minima)

-          l'avviamento in un lavoro in affitto;

-          l'affidamento di un lavoro in regime di collaborazione coordinata e continuativa;

-          la partecipazione ai corsi di formazione per l'assunzione a tempo indeterminato;

-          di presentarsi a selezioni:.

E se dopo tutte queste trappole il lavoratore è ancora in sella non c'è problema: ad ottobre del 2000 scadrà la proroga coperta per intero dal Fondo per l'occupazione e gli enti, se vorranno, potranno richiedere una seconda e comunque ultima proroga solo al prezzo di assicurare il 50% del sussidio.

Una maniera forse elegante ma vilmente cinica di dire: "Lavoratori, fuori dalle scatole!"