Tutto Quello che avreste voluto saper sul lavoro interinale ma non avete mai osato chiedere
Sommario
· L'introduzione del lavoro interinale in Italia
· Alcune note sull'"interinale" nel mondo
· Lavoro interinale: ad uso e abuso
· Istruzioni per l'uso come farsi affittare
· Al lavoro: quisquiglie e peripezie
· Come non farsi fregare: istruzioni per l'uso
L'introduzione del lavoro interinale in Italia
Le previsioni, fatte dall'Assointerim (associazione delle società di fornitura di interinale) parlano di 270mila persone che nel '99 dovrebbero essere assunte con contratto temporaneo per un totale di 50 milioni d'ore di lavoro...Attualmente sono 33 le società autorizzate dal ministero del Lavoro con 400 filiali aperte sul territorio che durante quest'anno dovrebbero diventare 800.
IL SOLE-24 ORE del 21/1/99
L'accordo siglato a metà Aprile del '98 tra CONFINDUSTRIA e sindacati confederali (CGIL-CISL-UIL) ha completato il quadro normativo del "lavoro temporaneo", introdotto in Italia dalla legge 196/97, disposizione legislativa contenuta in quell'insieme di norme "per la promozione dell'occupazione" ribattezzate "pacchetto Treu". La tornata contrattuale sta definendo, attraverso i vari accordi di categoria, le percentuali di lavoratori non assunti tramite un contratto a tempo indeterminato impiegabili all'interno delle aziende ed in particolare la proporzione di lavoratori temporanei.
Prima dell'introduzione del lavoro interinale la legge23 ottobre 1960 vietava esplicitamente l'appalto o l'intermediazione di manodopera, universalmente conosciuta come 'caporalato'. La legge sul lavoro interinale ammette l'intermediazione di manodopera cioè l'attività << da parte dalle agenzie o cooperative nel selezionare manodopera e porla in utilizzo con contratto temporaneo alle imprese fornitrici>>. Il lavoro ad interim fa parte di quelle normative che regolamentano i contratti di lavoro, tese a rafforzare la flessibilità e la precarietà dei lavoratori attraverso un processo politico-legislativo che il governo di centro-sinistra, con l'avvallo dei sindacati confederali e dell'opposizione di facciata del gotha di Rifondazione Comunista (e ora anche del 'cossuttiano' Pdci) sta ultimando.
Questa particolare misura legislativo-sociale viene attuata contemporaneamente ad un "ripensamento del ruolo dello stato" nell'economia che incide in vari modi sulla vita dei lavoratori costruendo un controllo politico-sindacale più ferreo sulla forza lavoro. Queste misure tese a "riformare" lo stato e a trovare la soluzione ai problemi della crescita del debito pubblico possiamo riassumerle:
·
° nelle trasformazioni del welfare state in workfare
state: assistenza monetaria in cambio di un lavoro sotto-retribuito, tal volta
non contribuito (come i lavoratori socialmente utili), e con garanzie
previdenziali e prospettive occupazionali pressoché nulle (che si accompagna
alla privatizzazione di alcuni "servizi: Sanità, Scuola, Trasporti, ecc.).
A questa modalità di trattamento sono soggetti particolarmente i disoccupati di
lunga durata, i lavoratori in cassa integrazione ed in mobilità, rientranti tra
l'altro in quelle tipologie di soggetti che possono essere assunti con i
'contratti d'area' ed i 'patti territoriali'. Inoltre, sia la riforma del
collocamento pubblico, sia l'introduzione di altre indennità o sussidi più
marginali, come reddito minimo d'inserimento ed il minimo vitale sono parte
integrante di questo progetto 1.
·
° in una più pressante vessazione fiscale diretta od
indiretta a danno della classe lavoratrice, ed allo stesso tempo un
restringimento delle garanzie sociali della medesima: uno spostamento degli
introiti della fiscalità generale verso massicci finanziamenti o sgravi fiscali
all'industria privata, soprattutto se particolarmente impegnata nel
precarizzare i suoi organici. Le ultime e meno recenti misure di politica
finanziaria di stampo governativo, suggellate il 22 Dicembre del '98, in una
orgia neo-corporativa, dalla firma del Patto per lo sviluppo e l'occupazione da
parte del governo stesso e dalle 32 organizzazioni imprenditoriali e sindacali
firmatarie dell'Accordo del '93, segnano "l'andazzo" della Seconda
Repubblica e costituiscono il Leitmotiv di quest'ultimo decennio di 'riformismo
al contrario'.
·
° nel tentativo di far 'emergere', cioè alla
tendenziale legalizzazione, della cosiddetta "economia sommersa", che
in Italia secondo le stesse fonti governative concerne grosso modo 11.000.000
di lavoratori, cioè più di 1/3 della forza lavoro effettiva.2
·
° nel concertato contenimento-abbassamento
complessivo del costo della forza lavoro attraverso le due ultime tornate
contrattuali: si vedano tra l'altro i contratti d'area ed i patti territoriali
che dal sud e per il sud si stanno celermente diffondendo a tutta la penisola,
per tutti i lavoratori nonostante l'opposizione di facciata della CGIL3.
· ° nella restrizione delle libertà sindacali: i lavoratori dell'ATAC-CORAL di Roma graziati dal licenziamento (prospettato dal civile Rutelli) e solamente precettati dopo lo sciopero 'a gatto selvaggio' 4 del 9 Aprile del '97 , i lavoratori delle ferrovie in sciopero precettati, tartassati(vedi COMU e UCS) e sul punto di essere 'ristrutturati', il rinvio forzato delle elezioni delle RSU nella scuola. La nuova regolamentazione anti-sciopero poi, insieme alla possibile anticipazione dei rinnovi contrattuali nel settore dei trasporti, dovrebbero assicurare la pax sociale ai pellegrini accorrenti per il Giubileo ed il 'lavoro coatto' per gli inquieti lavoratori dei trasporti. La legge Bassanini sulla rappresentanza sindacale conclude il quadro 5.
Il lavoro in affitto come nuova possibilità di sfruttamento della forza lavoro é per certi versi estremamente contigua alle condizioni di lavoro che si riscontrano nel lavoro para-subordinato etero-diretto (il tanto sbandierato lavoro autonomo mascherato a volte da auto-imprenditorialità diffusa, da self-employement e così via) 6, come nel lavoro dipendente in cooperativa di servizio, nel lavoro stagionale, part-time, o a tempo determinato di breve periodo, e per certi versi, addirittura più subdolo del lavoro in nero, in quanto riconosce formalmente alcuni diritti che varie circostanze negano.
Alcune agenzie interinali ante litteram esistevano prima di essere legalizzate. Ora, riciclandosi, risultano il fiore all'occhiello di questi novelli 'promotori dell'occupazione' come la CLEAN.CO, operante capillarmente su tutto il territorio nazionale, al capo della quale si trovava un senatore di Forza Italia, rispondente al nome di Eugenio Filigrana, di professione commercialista, allora responsabile del lavoro per il partito dell'immarcescibile Silvio, ora nell'UDR, responsabile per ciò che concerne l'economia e professionalmente impegnato a risollevare le sorti di Postalmarket, per la sfiga dei già ampiamente tartassati e manganellati lavoratori-lavoratrici di quell'azienda.
Alcune note sull' "interinale" nel mondo
Questo strumento che nella pubblicistica ufficiale viene fatto rientrare in quei provvedimenti finalizzati alla 'promozione dell'occupazione' ha già una tradizione consolidata in Europa e negli Stati Uniti, come in Giappone. Le agenzie fornitrici di manodopera hanno una diffusione multinazionale capillare, determinano un giro d'affari di 160 mila miliardi di lire l'anno e mettono in moto, ogni giorno, oltre quattro milioni di persone, 1.670.000 nei soli primi sette Paesi d'Europa che l'anno utilizzato: Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, cioè 1,38% degli occupati. La leggenda vuole che nel 1946 William Russel Kelly, di Detroit, proprietario di una piccola società di servizi per uffici, venendo incontro all'esigenza di un suo cliente, che necessitava di una dattilografa per un carico di lavoro da smaltire rapidamente, inviò una sua segretaria presso il cliente in questione, che ne rimase soddisfatto. Cessando poi la poco lucrosa attività precedente, cominciò ad affittare prima soprattutto impiegate e poi ogni altro tipo di lavoratore che il mercato richiedesse, facendo nascere la prima società di fornitura di <<Lavoro Temporaneo>>.
Negli Stati Uniti non esiste una specifica regolamentazione della fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo, non si abbisogna di nessuna autorizzazione per svolgere l'attività di intermediazione di manodopera, né esistono limiti di liceità alla sua utilizzazione, nemmeno in caso di sciopero. Questa attività di crumiraggio è permessa solo se la sostituzione del lavoratore in sciopero non è definitiva. L'azienda può comunque licenziare liberamente il lavoratore ed assumere il lav. interinale che si è prestato all'opera di crumiraggio. Nessun obbligo di scrittura del contratto, né nessun limite di alcuna sorta, completano il quadro del paese 'più libero del mondo'. La situazione statunitense è del tutto affine a quella britannica U.K., dove il lavoro interinale approdò nel 1960, ed a quella Svedese, salvo per ciò che concerne l'abilitazione e lo sciopero. In Svezia inoltre, dove vige una legislazione parzialmente più restrittiva, le retribuzioni vengono stabilite dai contratti collettivi di lavoro. In Francia, dove non vi è una vera e propria autorizzazione all'esercizio, ed il lavoro interinale è presente da più di vent'anni(dal 1972 per la precisione), esistono circa 400 agenzie di fornitura di lavoro interinale (di cui parecchie altamente specializzate: alcune operano per esempio solo all'aeroporto di Orly di Parigi, altre lavorano solo nelle zone del vino, altre ancora ricercano solo operai edili qualificati, ecc.), che danno lavoro giornalmente a 370.000 lavoratori, dei quali 45% è formato da operai generici ed il 35% da operai specializzati, che per la maggior parte, lavorano in ogni missione al massimo due settimane. Circa 1/6 dei contratti firmati nel '97 sono contratti a interim. L'Olanda, che nel 1965 fece partire questa forma di attività lavorativa, affitta soprattutto giovani(il 56% ha una età compresa fra i 15 e i 24 anni), studenti, madri di bambini piccoli e persone scarsamente qualificate(il 42% di tutti i lavoratori temporanei). In Spagna, dove il lavoro interinale è stato introdotto nel Giugno del '94, la legislazione è molto simile a quella italiana, sia per ciò che concerne i casi in cui è possibile ricorrervi per le aziende, sia per le garanzie che una agenzia deve fornire per avere l'abilitazione amministrativa. Nel '95 con la presenza di 71 agenzie sono stati assunti 301.107 lavoratori interinali, mentre l'anno successivo con 410 imprese presenti sono stati impiegati 622.672 lavoratori interinali. Attualmente 1/3 della popolazione attiva (con un tasso di disoccupazione che sia aggira sul 20%) lavora con contratti temporanei che solitamente garantiscono retribuzioni inferiori a quelle dei lavoratori 'propri' dell'azienda. In Germania, le agenzie appaiono agli inizi degli anni '70 ed hanno costituito per tutti gli anni '80 un significativo canale di reclutamento della forza lavoro irregolare, precaria e marginale, non è vietato concludere contratti di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo per sostituire lavoratori dell'impresa utilizzatrice in sciopero, ed il livello salariale dei lavoratori temporanei è lasciato alla negoziazione libera tra le parti.
Le prospettive di sviluppo del lavoro interinale da parte delle aziende per il prossimo futuro sono piuttosto ottimistiche. Si stima che fra il 1996 e il 2005 si assisterà ad una crescita annuale del lavoro temporaneo nella misura dell'11% in Europa e del 10,9% negli Stati Uniti.
È addirittura in arrivo il job shop, ovvero <<un totem elettronico per lasciare il curriculum e verificare in tempo reale l'opportunità di un lavoro interinale>>. Nata in Germania, con la funzione di <_cercare le persona in attesa di lavoro dove è più facile incontrarne>> colonizzerà probabilmente i centri commerciali, le stazioni e le zone universitarie. Attualmente ne esistono circa 400 in Germania, 800 in Francia ed un migliaio in Spagna <<inseriti in alcuni sportelli tipo bancomat>> 7 .
Lavoro interinale: ad uso ed abuso
<<Le capacità delle agenzie "progressiste" di offrire paghe e condizioni paragonabili a quelle fisse dipende interamente dalla prosperità attualmente attraversata dal quartiere d'affari di San Francisco. La Francia degli anni Sessanta, una fase di bassissima disoccupazione in una economia in espansione, conobbe un boom simile di agenzie per temporanei. Il lavoro temporaneo crebbe rapidamente per compensare l'assenteismo crescente e per assolvere a mansioni che i lavoratori fissi non volevano svolgere. Inizialmente i lavoratori temporanei francesi ricevettero salari che erano uguali o migliori rispetto a quelli percepiti da molti degli impiegati stabili [come in Italia ora !!!]. Ma dalla crisi economica mondiale del 1973/75 in poi, i salari reali sono diminuiti per tutti i lavoratori francesi, e molti temporanei adesso guadagnano solo la paga base. Con il ristagno dell'attività economica e col costante diminuire del numero di impieghi fissi, sempre più francesi si sono rivolti al lavoro temporaneo. Una volta impiegati come temporanei, i lavoratori si trovano sempre più intrappolati: i lavori durano sempre meno con intervalli più lunghi tra di loro, le paghe sono basse e scarsissime le probabilità di uscire dal ciclo "basso reddito/sottoimpiego".>>
'L'ascesa del lavoratore interinale' di Lucius Cabins
daProcessed World
Tale tipologia di contratto era formalmente consentita solo per la sostituzione di una persona assente o per professionalità non previste dai normali assetti produttivi. La campagna mass-mediatica oltre a santificare in senso propagandistico tale strumento di flessibilità, ha contribuito inoltre a far saltare quei paletti contenuti nei provvedimenti legislativi che, in un certo qual modo, restringevano formalmente la sua azione e conseguentemente ad utilizzare le successive messe a punto per via concertativa e ora contrattuale, con la finalità di ampliare radicalmente le sue possibilità di attuazione. Così l'intesa raggiunta avente una natura provvisoria e sussidiaria rispetto alle contrattazioni di categoria, ha definito quelli che erano i tasselli mancanti per una piena operatività di questo nuovo contratto: percentuali, causali, mansioni escluse. Possono essere assunti con un contratto di lavoro temporaneo l'8% dei lavoratori sul totale dei lavoratori occupati, da calcolare come media su base trimestrale. Questo vuol dire che se durante quattro mesi un'impresa non fa ricorso al lavoro temporaneo, accumula questa percentuale per i mesi successivi fino a potere utilizzare un 24% di contratti di interinale. Per le piccole aziende sono invece consentiti fino a 5 contratti di lavoro temporaneo, sempre che non venga superato il limite il totale dei lavoratori assunti a tempo indeterminato. Tre sono i casi indicati nell'accordo , oltre quelli della legge, in cui si potrà ricorrere all'interinale: per punte di intensa attività determinate dall'acquisizione di commesse o di lancio di nuovi prodotti o anche indotte da altri settori; quando il contratto di lavoro temporaneo si leghi all'esecuzione di un'opera, di un servizio o di un appalto definiti e predeterminati nel tempo che non possono essere realizzati solo ricorrendo a normali assetti produttivi; infine per l'esecuzione di particolari commesse che per la specificità del prodotto o delle lavorazioni richiedono l'impiego di professionalità e specializzazioni diverse da quelle impiegate in azienda, o che abbiano un carattere eccezionale o anche che siano carenti sul mercato del lavoro locale. Per quanto riguarda l'ultimo punto, ossia le basse mansioni escluse, l'intesa le individua in quelle che non rientrano tra le "professionalità intermedie" previste dai contratti di formazione lavoro. In particolare, questo vuol dire che sono esclusi i primi due livelli più bassi per il settore metalmeccanico, solo il primo per il settore tessile e così via per ogni categoria produttiva. Alla contrattazione di secondo livello è demandato il capitolo delle retribuzioni ed eventuali misure specifiche per i vari comparti. In ultimo, l'accordo sancisce l'obbligo di comunicazione delle imprese che stipulano contratti di lavoro temporaneo alle Rsu o alle organizzazioni sindacali locali con l'indicazione del numero e dei motivi del ricorso. Un obbligo preventivo anche se, nei casi d'urgenza e necessità, potrà essere effettuata entro i tre giorni successivi alla firma del contratto.
Da una parte i sindacati confederali mantengono un controllo sull'esecuzione di questo tipo di contratti, dall'altra vengono notevolmente ampliate le possibilità di utilizzazione di questo strumento anche se le agenzie di lavoro interinale non rinunciano a voler alzare la percentuale di lavoratori temporanei utilizzati. <<D'altra parte, negli USA c'è una percentuale fissa del 10% a cui si aggiunge la possibilità di un ulteriore 10% >> ha commentato subito dopo l'accordo Maura Nobili, Italy country manager, di Manpower per l'Italia, che inoltre, rispetto alle qualifiche, dichiara <<troppo generiche, non sono state definite le mansioni e, soprattutto, non sono contemplati i giovani disoccupati oppure i lavoratori in mobilità >>. Comunque le gratificanti affermazioni del personale politico di governo con responsabilità competenti e gli accondiscendenti sindacati, lasciano ipotizzare una futura e non lontana estensione di questo strumento anche per gli impieghi di scarso contenuto professionale ed in alcuni settori (porti ed edilizia) finora esclusi. Ciò significa da un lato un abbassamento, o meglio una riparametrazione, per i lavoratori scarsamente qualificati dei propri salari rispetto mansioni effettivamente svolte e l'introduzione di questa flessibilità nei bastioni del lavoro rischiosi, per non parlare delle possibili ricadute in termini di maggiore frammentazione di queste categorie. Secondo le Multinazionali il mercato italiano dovrebbe, a regime tra cinque anni nel 2004, assestarsi sulle caratteristiche e sulle dimensioni del mercato francese. I dati di Ottobre rilevati da Confinterim(confederazione di società di fornitura di lavoro temporaneo che unisce Asso-interim e Federinterim) parlano di un uso da Gennaio ad Ottobre '98 di 40.000 lavoratori assunti con contratto di lavoro interinale, quando il vero decollo s'è verificato da Giugno, dopo l'accordo interconfederale tra sindacati e imprenditori. Sono: 19.898 operai e 10.288 impiegati; l'industria metalmeccanica è in prima fila come aziende utilizzatrici con il 37,8%, il terziario al secondo posto con 28,4%, mentre le altre industrie arrivano al 25,5%. Per quanto riguarda invece la diffusione la Lombardia è in testa con 14.342 lavoratori, secondo il Piemonte con 5.595 seguito dall'Emilia-Romagna 3.899 ed il Veneto con 3.410, vengono poi il Lazio con 2.793 e la Puglia, che tra le regioni meridionali è quella che supera tutte con 1.720 lavoratori. Nel meridione i settori dell'economia sommersa come il tessile (piccole, medie e grandi industrie) e l'edilizia o dove il margine di illegalità del rapporto di lavoro è più alto come il turismo risultano tal volta centrali. L'unico caso di flop risulta essere una agenzia di lavoro interinale che a Palermo ha chiuso i battenti, mentre nelle zone economicamente più vitali della regione, come il ragusano ed il siracusano, il lavoro interinale ha attecchito e punta ad un maggiore sviluppo. Nel '98 hanno lavorato per le agenzie di lavoro interinale quasi 60.000 persone, per un totale di circa 10 milioni di ore : sono stati prevalentemente operai(51%), impiegati(49%) con una proporzione di lavoratori(54%) in questo impiego, leggermente superiore a quello delle lavoratrici(46%). L'età media è stata 30 anni e la durata dell'incarico ha scarsamente superato le quattro-sei settimane. L'industria metalmeccanica ha utilizzato il 37,8% dei lavoratori interinali, mentre gli altri settori industriali in complesso ne hanno impiegati il 25,5%. Il commercio ed i servizi si sono assestati sul 28,4% del totale dei lavoratori a tempo.
Istruzioni per l'uso: come farsi affittare
Aldilà della retorica iniziale sulla 'promozione'
dell'occupazione e sulla emersione e prevenzione dei rapporti di lavoro non
regolarizzati utilizzata dall'informazione mediatica, le agenzie per il lavoro
interinale servono più prosaicamente a 'fluidificare' per così il mercato del
lavoro facendo incontrare domanda e offerta, e coniugando le esigenze delle
imprese di avere immediatamente forza lavoro, qualificata e non, disponibile:
<<DRINN! DRINN! DRINN! Pronto, sono della Vedieor di Bologna... Ho un
offerta di lavoro come magazziniere a Castenaso per tre giorni...Dovrebbe
presentarsi qui in agenzia in mattinata per firmare il contratto. Inizierebbe
questo pomeriggio... >>,
con le sempre immediate esigenze di reddito di un qualsiasi precario:
<< Sono disposto a lavorare su turni anche notturni, a lavorare
part-time come full-time, per qualsiasi periodo, anche durante i giorni
festivi... In base al lavoro che svolgo, gestisco la mia vita di conseguenza...
>>.
Proprio Bologna costituisce in Emilia-Romagna la punta di diamante del fenomeno sia per agenzie presenti sul territorio, sia per l'utilizzazione di questo strumento. La Manpower che copre circa 1/3 del mercato nazionale, e che si è recentemente federata a Confindustria, è presente con già due filiali; l'Adecco(presente anche a Imola), con una filiale, sembra rischiare la congestione nei giorni di punta e di paga, altre come Vedieor, Interiman, Sinterim, Ad interim, Cronos(legata alle ACLI), Obiettivo Lavoro temporaneo(legata alla Lega delle Cooperative), Worknet, Lavoro più(a Casalecchio di Reno e Castel Maggiore), Temporary possiedono tutte una filiale. Si stima che abbiano lavorato per queste agenzie più di 3000 lavoratori in affitto, la maggior parte dei casi per il settore manifatturiero e commerciale. La professionalità più richiesta è stata quella di operaio comune con 926 contratti. Il 78% degli "affittati" erano uomini. Data la loro florida crescita e pubblicizzata reperibilità, hanno cambiato almeno in parte le modalità di ricerca di lavoro. Così, quasi completamente esautorato l'ufficio di collocamento pubblico (in attesa della diffusione di quello privato 8 ), scartata o quanto meno temporaneamente abbandonata l'ipotesi di fare incetta di giornali di annunci, per 'cercare lavoro' si aggiorna e si fotocopia il proprio Curriculum Vitae, e rischiando la cecità, si affronta l'agghiacciante macchinetta delle foto-tessera, con l'elenco delle agenzie - quasi tutte situate in posizione centrale - in tasca, piuttosto magari che girare azienda per azienda nell'hinterland della propria città.
Difficilmente si è riusciti a stare al passo con la loro rapidissima crescita. Il racconto di qualche amico o di qualche collega di lavoro, l'elenco procuratosi al CIOP, la pubblicazione sempre aggiornata sui quotidiani, spalleggiata da una lauta dose di sponsorizzazione dei media con tanto di star nazional-popolari, o l'incontro fortuito di una qualche accattivante vetrina con tanto di annunci, sono stati i tramiti più comuni per venire a conoscenza di questa ulteriore possibilità di essere precari.
Entrando vieni accolto solitamente da una segretaria che ti fa compilare un profilo professionale e personale, a volte modellato secondo le moderne tecniche di conoscenza e selezione: punti di forza, punti di debolezza, precedenti rapporti con i colleghi di lavoro, grado di subservienza ai propri superiori, inclinazione e disponibilità allo sfruttamento selvaggio( lavorare di notte, nei festivi, part-time, su turni che ti vengono comunicati in tempo reale il giorno prima per il giorno dopo, straordinari, ecc. ecc.)
Durante il dialogo conoscitivo poi cerchi di arginare i possibili ostacoli. Se non sei residente nel comune dove cerchi lavoro ti potrà essere chiesto per esempio <<...Perché si è trasferito ed ha deciso di cercare lavoro qui? >>. Comunque tu cerchi di rispondere energicamente ma con garbo, con sicurezza ma non con boria, fingi il tanto che puoi per non essere scoperto e aggiungi un pizzico di ironia senza essere clownesco, così come pensi possa suggerire di replicare il perfetto manuale del 'cerca-lavoro'.
<<Mi può descrivere precisamente la sua giornata di lavoro nell'edilizia, partendo dalla mattina? >>
<<Solitamente aprivo il cancello del cantiere, toglievo il nylon e le varie protezioni dal bancale del cemento e della calce preoccupandomi che non ci fossero state infiltrazioni di umidità...(segue un'accurata descrizione) >> e mentre il transfer psicanalitico si sedimenta e l'immedesimazione monta <<prendo il martello, spacco la lastra di ghiaccio del barile dell'acqua cercando di non svegliare i pinguini... >>.
Altre volte ti viene chiesto cosa sai usare a livello di strumenti e macchinari e ti ritrovi a dare descrizioni puntigliose di cose di cui il tuo esaminatore sa poco o assolutamente nulla (un tornio, una fresa, un bob-cat, e così via), oppure ti vengono fornite spiegazioni sulle mansioni che andrai a ricoprire del tutto aleatorie o completamente errate dovute più a ignoranza che ad un deficit di capacità mimiche e dialettiche, tal altre vieni 'spacciato' dall'agenzia all'azienda come un lavoratore in grado di svolgere un'attività ultra-qualificata, che sai a mala pena compiere. Vi sono casi in cui la certezza dei tuoi procacciatori di lavoro ed il tuo 'entusiasmo' si sgretola rapidamente a causa di una telefonata, che con strani giri di parole, ti fa comprendere che momentaneamente per quella missione lì, 'non se ne fa più niente' o quando paradossalmente, arrivato sul posto e ricoperto di strani sguardi da parte del responsabile, scopri essere l'oggetto del contendere dell'azienda a cui non servi e della accondiscendente agenzia che si dispiace per l'equivoco che si è creato e che comunque sta già lavorando per procacciarti un altro impiego.
Se per esempio ti azzardi a non marcare con una croce <<è disponibile a lavorare di domenica << ti vengono chieste le dovute spiegazioni a cui tu non puoi che rispondere difendendo a spada tratta la tua scelta di fede credente e praticante e la tua rigorosa etica liturgica del 'ricordati di santificare le feste', almeno di non incontrare una cinica che ti replica: <<Quindi è disponibile solo la Domenica pomeriggio? <<.
Al lavoro: quisquiglie e peripezie
Gli esempi a cui ricorri per spiegare una volta al lavoro cosa siano le agenzie di lavoro interinale, cioè chi sei, perché sei lì e quanto ci rimarrai sono quelli della cooperativa di servizio unito a quello dell'agenzia di viaggi... Perché da un lato, la cooperativa, sia di produzione, sia di servizio, è sinonimo di precarietà nel senso comune degli altri lavoratori e perché già da anni a queste viene affidata in alcune regioni la subfornitura di manodopera alle imprese (primariamente facchinaggio e logistica, pulizie, portineria e altro), dall'altro l'agenzia di viaggi serve a fare capire che dalla comodità soporifera dei loro uffici le public relators dell'agenzia ti spediscono (magari tramite una semplice telefonata) dove vogliono, dandoti appena qualche indicazione sull'ubicazione della ditta presso la quale vai a lavorare, trovandoti magari con un Tuttocittà in mano ed un mezzo di fortuna a cercare il posto della missione che ti hanno affidato.
Al lavoro poi cerchi di sapere subito 'che aria tira'. Vi sono tutta una serie di piccole difficoltà che caratterizzano i tuoi primi giorni lavorativi: il badge per entrare negli spogliatoi che non ti viene dato, i buoni per la mensa di cui nessuno ti informa, la chiave per prendere un caffè che non sai dove trovare, le pause da prendere che non sai come gestire, la divisa fornita(scarpe anti-infortunistiche, guanti, mascherine,...) se ti viene fornita, che risulta quasi sempre o troppo grande o troppo piccola e che magari il servizio lavanderia si riserva di non farti ritrovare il lunedì seguente e così via. Tanto che se vedi qualcuno vagamente spaesato, vestito con una divisa diversa da quella ditta e che puntualmente mangia da solo in mensa e non si fa vedere negli spogliatoi può logicamente dedurre che si tratta di un lavoratore in affitto.
Trovare un operaio loquace e disponibile diventa subito una necessità, se - per non parlare con il capo reparto - non vuoi perpetuare i tuoi piccoli disagi in silenzio. Il cinismo stronzo pieno di cameratismo e di 'nonnismo' professionale compiaciuto e soddisfatto, si alternano alla solidarietà di qualche lavoratore che, non trattandoti come un 'esterno', ti dice magari dove offrono un lavoro, è contento di socializzare la sua condizione con la tua, ti spiega come sopravvivere e così via.
Solitamente il ricatto che ti trovi ad affrontare è doppio, come i tuoi padroni: agenzia ed azienda. Da un lato il prendere giorni di mutua, farti vedere particolarmente svogliato al lavoro o particolarmente socievole con gli altri lavoratori, non renderti disponibile per straordinari o trasferte, minano una, più aleatoria che ipotetica, possibilità di assunzione da parte dell'azienda - come una proroga del contratto da parte dell'agenzia - e comunque tali comportamenti, anche se non apertamente conflittuali, contribuiscono ad aumentare la possibilità di essere scartato dall'agenzia per una futura possibile 'missione': sta nell'abilità acquisita con un po' di esperienza essere in grado di decidere cosa dare e cosa prendersi, cosa dare e quando rifiutare a seconda delle occasioni. Le statistiche di Manpower indicano che circa 1/12 di lavoratori assunti temporaneamente - 1.035 su 12.600 per l'esattezza - sono stati poi assunti a tempo indeterminato. Appare quanto meno inverosimile l'assunzione con un contratto a tempo indeterminato, vista la gamma di possibilità di cui godono imprese per l'assunzione : Cfl, contratto a tempo determinato, contratto d'apprendistato, solo per citarne alcune e le statistiche restano comunque da vagliare soprattutto quando, una l'esperienza individuale e collettiva, sembra smentirle 9 .
La commissione adibita alla gestione del fondo per la formazione, fondo costituito dai versamenti di quote pari al 5% del monte retribuzioni corrisposte ai lavoratori interinali, non è stata ancora nominata. Circa 10 miliardi raccolti per tale fine giacciono ancora inutilizzati. Si prospetta per il futuro la formazione di squadre interinali che invece di essere istruite sul lavoro sulla propria attività, vengano addestrate precedentemente per la loro missione.
Come non farsi fregare: istruzioni per l'uso
Vi sono una serie informazioni sui diritti di cui gode il lavoratore interinale, dei quali spesso e volentieri non viene edotto, o di cui viene prima formalmente informato per scoprire in seguito che vengono sostanzialmente ignorate dall'agenzia e dall'azienda...
· Mancata fornitura del materiale antinfortunistico e sicurezza
L'azienda utilizzatrice o l'agenzia fornitrice devono farsi carico della fornitura di tale materiale: divisa di lavoro, guanti da lavoro, scarpe anti-infortunistiche, tappi o cuffie salva-udito, mascherine anti-polvere, ed altre protezioni particolari in caso di mansioni specifiche(mascherine, guanti, divisa ad hoc in caso di verniciatura o utilizzazione di solventi e detergenti particolari; giubbotti in caso di repentini passaggi da un ambiente 'caldo' ad uno 'freddo'; caschetti anti-infortunistici in caso di lavori in altezza di carico-scarico carichi; guanti in acciaio in caso di utilizzazione forbici normali o pneumatiche, ecc.). L'inesperienza, il menefregismo delle gerarchie aziendali, e talvolta dei propri colleghi e la non fruibilità di queste informazioni possono da un lato concorrere a determinare un infortunio e comunque costringono subdolamente un lavoratore a qualsiasi mansione potenzialmente pericolosa od usurante in un qualsiasi contesto nocivo, tacciando magari i più previdenti per 'seccatori' e 'pianta grane'.
· Mancata spiegazione dettagliata delle mansioni che si vanno a svolgere
Questo non è solo un bisogno del lavoratore, ma un dovere da parte dell' azienda soprattutto per ciò che concerne i pericoli evidenti e nascosti che si insidiano dietro l' utilizzazione di un macchinario, rispetto ad una particolare mansione, come per l' utilizzarione di un materiale. Che si tratti dei 15 minuti di pausa 'obbligatori' dopo l'utilizzazione ininterrotta di un videoterminale, la dovuta attenzione ai possibili chiodi sporgenti ed arrugginiti nel prelevare un bancale da una pila di bancali, le parti pericolose delle macchine ed un loro cattivo utilizzo, che la mancanza di esperienze, malizie e conoscenze del mezzo tecnico può indurre, il non lasciarsi prendere comunque da smanie produttiviste, o da kamikaze fai-da-te, e la richiesta di spiegazioni sono i primi indispensabili strumenti preventivi e dell'esercizio dei propri interessi.
· Continuazione del rapporto lavorativo senza il rinnovo del contratto
Qualora continuate a lavorare tranquillamente senza che l'agenzia vi abbia precedentemente chiamato per firmare una proroga del contratto della missione, come è successo per una partita di lavoratori della Manpower alla Magneti-Marelli, state lavorando al 'nero' presso l'azienda nella quale lavorate. In tal caso, tramite un legale, potete quasi automaticamente ottenere od un contratto a tempo indeterminato con la ditta presso la quale state lavorando, od avere un buono uscita decisamente cospicuo, oppure trovare in tempi rapidi un accordo con l'agenzia di lav.int. che vi affittato. La svista dell'agenzia si trasforma in una arma di ricatto visto che la legge è chiara in proposito e che questa disfunzione può costare all'agenzia una cliente importante, come nel caso della Magneti-Marelli.
· Termine del rapporto di lavoro prima dell'effettiva scadenza del contratto
Lo stesso vale nel caso in cui l'azienda che vi utilizza, conclusosi il periodo di prova con esito positivo, decida di 'sbarazzarvi' di voi prima del previsto, cioè prima della scadenza del contratto. In tal caso dovete comunque essere pagati anche stando in azienda senza fare sostanzialmente nulla. È capitato ad alcuni lavoratori di svolgere l'attività richiestagli (spostamento del materiale di un magazzino nella nuova ubicazione del magazzino stesso) in meno tempo del previsto, concludendo tale operazione con un giorno d'anticipo. Questi hanno gentilmente declinato l'invito del responsabile di non recarsi al lavoro il giorno successivo, trascorrendo il giorno successivo una gioviale giornata di cazzeggio 'pagata' in ditta, senza che l'agenzia potesse fare sostanzialmente niente.
· Continuazione della prestazione lavorativa in caso di sciopero e/o assemblea sindacale retribuita è successo che i responsabili hanno consigliato ai lavoratori interinali di non partecipare agli scioperi aziendali o di categoria, facendoli lavorare insieme ai crumiri ed ai responsabili stessi con i reparti semi-vuoti e che gli stessi RSU non si siano opposti alla prevaricazione dei quadri. Così facendo si infrange di fatto la legge che non permette di utilizzare lavoratori interinali in sostituzione a lavoratori in sciopero, e si permette di consolidare questa pratica di crumiraggio: <<gli interinali non scioperano>>. La stessa riflessione si può fare per ciò che concerne le assemblee sindacali, dove si sono verificate le stesse dinamiche. Parlarsi prima e cercare di decidere insieme sul da farsi, insieme ad un po' di coraggio e di orgoglio. Può anche accadere di essere assunti in periodi precedenti o successivi ad uno sciopero per permettere ai padroni di recuperare le ore di lavoro perse a causa degli scioperi, questo permette di non ridurre la produzione a causa degli scioperi.
Riportiamo qui di seguito una conversazione fra lavoratori a Bologna, nello specifico interinali, che si scambiano pareri e commenti, due già avvezzi, un terzo in attesa della prima "missione".
L. Ma voi da quanto tempo lavorate con l'interinale?
A: Io, più o meno otto mesi, in quattro posti diversi. Prima ho sempre
lavorato, ma senza contratto, sai in nero.
M: Io sono solo tre mesi e ho già cambiato due ditte. Prima lavoravo come
saldatore, ma in un'altra città. L: Cosa credete che mi diranno?
A: Sicuramente si raccomanderanno di fare bella figura, perché ti hanno
venduto, sì proprio venduto, come uno con voglia di lavorare anche se con poca
esperienza. E poi attento qualsiasi mansione che ti diranno che andrai a
svolgere puoi stare sicuro che non sarà quella effettiva. L'ambiente così
asettico può trarre in inganno, fanno di tutto per farti dimenticare che è un
qualsiasi colloquio di lavoro.
M: Anche peggio. Io, nei gestori delle agenzie, ci vedo proprio l'atteggiamento
dell'azzardo tipico dell'imprenditoria, come nello stronzo con gli occhiali blu
della Manpower. La prima volta ci sono andato con un senso di odio. Era la
legalizzazione del precariato. La disoccupazione gli ha dato un bel mestiere,
così ci tirano su dei soldi anche loro.
Però è vero, ti fanno le raccomandazioni di qualsiasi padrone, ma in un tono
quasi amichevole. Quando mi chiamarono a firmare il contratto, mi fecero
firmare e poi mi dissero adesso possiamo darci del tu perché sei un lavoratore
Manpower. E' un tono falso. Mi fa sentire ricattato, è una gentilezza effimera.
Ti parlano come se non sapessi che prendono 40 sacchi su di te. Quella storia
delle mansioni è proprio come dice A. Ti fanno cambiare in un giorno tre
postazioni, quando per montare un motore hai bisogno di 15 giorni di
addestramento. Per esempio adesso sostituisco uno arrestato alla partita, prima
uno in infortunio, se ti mostri disponibile ti sfruttano al massimo.
L: Come vi siete trovati nelle varie ditte? Come ti trattano?
A: Ma, io più o meno mi aspettavo quello che ho trovato. La ditta non ti
considera, intendo i capi, ma sei effettivamente parte del luogo di lavoro, e
quindi ho imparato ad adattarmi. Poi sei controllato proprio come gli altri
lavoratori. Non ti seguono in modo particolare. Uno dei problemi è farsi dare
divisa, scarpe... a me l'hanno date solo perché il delegato sindacale ha rotto
il cazzo. Mentre coi lavoratori è differente. A me è successo raramente che gli
altri sapessero che sono un interinale, alle volta anche cos'è un interinale.
Alcuni capiscono immediatamente di cosa si tratta, altri lo vedono come un
inserimento nel mondo del lavoro, ma ti posso assicurare che quando vedono
interinali della loro età cambiano idea. Comunque il rapporto che ci instauri
dipende dal tempo che ci rimani. Per il resto ti trattano come uno nuovo
qualsiasi, sono loro che ti mettono al corrente di rischi, dei trucchetti per
fare meno fatica o per lavorare meno.
M: Io ho sempre avuto la sensazione di essere un pacco in uno stock. La ditta
non ti informa, e ti spinge a rendere di più, l'unico che me l'ha detto
chiaramente è stato un team leader della Magneti, ha detto domani c'è sciopero
e voi per contratto dovete venire a lavorare. E invece non è vero. Provano a
raccontarti quello che vogliono. Quando sono entrato in Ducati, c'erano il
responsabile della produzione e il responsabile della Manpower che ci
interrogava e l'altro prendeva appunti!.
L: Insomma bisogna guardarsi dall'agenzia, dalla ditta...
A: Sì, ma per esempio l'agenzia non ha nessun controllo, o meglio ce l'ha
attraverso la ditta.
M: Poi dipende che ambiente trovi. Per esempio io alla Magneti mi sono trovato
bene, coi lavoratori intendo. C'era più tam-tam, e più malcontento. Alla Ducati
ti pompano come meccanico Ducati, ti danno del prestigio, ti inculcano la
passione per il motociclismo.
Alla Magneti c'era stacco tra operai e capi reparto, alla Ducati sono amici e a
me fanno schifo. Una volta è arrivato uno spaccone e mi ha detto: "Allora
chi comanda qui?" e io gli ho risposto: "Tu ma ti accontenti di
poco"...
Il lavoro interinale conviene ..........ai padroni
Il lavoro interinale rientra in quelle misure di "flessibilizzazione" del mercato del lavoro che i recenti governi di centro-sinistra, sindacati e padroni stanno attuando per permettere alle imprese di incassare maggiori profitti grazie a riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali tese al risparmio di costi associato a maggiore produttività. Il ricatto velato dietro le misure tese a introdurre maggiore "flessibilità" è che senza queste non si crea occupazione per cui ci si dice se volete un lavoro queste sono le condizioni, aspettandosi naturalmente la nostra eterna "gratitudine".
Come sempre spacciano gli interessi dei padroni come qualcosa di socialmente utile e indispensabile. Infatti l'occupazione di lavoratori interinali non è "nuova occupazione" ma soltanto un utilizzo di mano d'opera che rientra nei normali piani di "produzione" delle imprese (anche se questo tipo di contratto ha trovato un immediato e diffuso utilizzo) in altre parole le imprese assumono interinali perché hanno bisogno di forza lavoro non perché esiste un "contratto flessibile". Naturalmente la scelta cade sulla modalità di assunzione che in quel momento fa guadagnare di più chi ti assume.
La flessibilità del contratto di lavoro interinale (e non solo) per quanto riguarda la durata, cioè la possibilità di assumere e licenziare a discrezione dei padroni, permette alle imprese di dotarsi di organici il più possibile ridotti, di solito per le figure di lavoro più qualificato, assumendo solo nel momento in cui le necessità della produzione e della domanda (o altri casi come gli scioperi) lo rendono conveniente. Se da un lato questo fa risparmiare molti soldi ai padroni, sui salari che da costo quasi fisso diventano costo variabile, sulla possibilità di ridurre le scorte e i rischi di produzione non venduta, dall'altro per gli operai si tratta di andare dietro le frenesie del mercato
Infatti l'allettante possibilità per i padroni di organizzare la produzione seguendo li mercato con l'assunzione di nuova mano d'opera solo per il tempo a loro necessario (ti spremono e ti buttano) si traduce in continuo aumento dei ritmi, dei turni e a peggiori condizioni di lavoro. In questo possiamo individuare una "generale precarizzazione" del lavoro, indipendentemente dal contratto di assunzione, a cui si può porre rimedio contrastandole come lavoratori superando le divisioni vecchie e nuove che i padroni usano per isolarci in scomparti creando contratti , qualifiche, premi e pacche sulle spalle.
La "precarizzazione" del lavoro si attua con un peggioramento delle condizioni di lavoro anche per chi è assunto a tempo indeterminato non tramite un estensione dei contratti "precari" come l'interinale, in quanto vi sarà sempre l'impossibilità per i padroni di avere una manodopera esclusivamente precaria. Questo per due motivi sostanziali: la necessità per i padroni di avvalersi della conoscenza e capacità dei lavoratori di far funzionare la produzione (questo si può chiedere ad un lavoratore a tempo indeterminato che ha accumulato dell'esperienza); il livellamento della condizione dei lavoratori ad una omogeneità e quindi una possibile unione che potrebbe facilmente creare dei conflitti.
Come sassi che rotolano
Si crea paradossalmente con questa "nuova" forma contrattuale, apparentemente tutta a favore dei padroni, la figura sempre attaccata dal capitale: il lavoratore tout court. Questo lavoratore non è più inquadrabile da un punto di vista categoriale di questo o quel settore, per il turn-over a cui è sottoposto, né tanto meno aziendale, le gratifiche, i premi non possono più essere un incentivo al lavoro né un modo per dividere e sedare i lavoratori.
L'unico riconoscimento per il quale il capitale può spingere è: essere un lavoratore interinale (non a caso la prima cosa che in qualsiasi agenzia specificano appena siete sottoposti ad un colloquio è: "voi lavorate per noi, non per l'azienda in cui siete in missione".). Questo è solo fumo negli occhi, durante un qualsiasi lavoro si è sottoposti allo stesso contratto nazionale degli altri lavoratori, agli stessi ritmi, turni e tempi, al controllo da parte degli stessi guardioni e delle stesse macchine. Se si lavora per un giorno, una settimana, un mese o un anno non ha importanza, durante questo periodo si è sottoposti allo stesso sfruttamento. Ed inoltre si è ancora più legati all'organizzazione produttiva in quanto ogni attacco al lavoratore contrattualmente fisso corrisponde ad un raddoppiato peggioramento delle condizioni per il lavoratore a tempo determinato. Le barriere contrattualistiche, che sono sempre state frutto di separazione fra i lavoratori vengono così a cadere, predisponendo la lotta ad avere una condotta autonoma, slegata dal controllo del sindacato, struttura che pur avendo spinto per una precarizzazione contrattuale e per una ristrutturazione dell'organizzazione del lavoro, non riesce a riassorbire le stesse figure che ha creato concependo solo qualifiche incentrate sulla figura del lavoratore "fisso".
La mobilità può quindi diventare uno strumento utilizzabile dagli stessi lavoratori che sfruttando gli innumerevoli contatti che possono avere divengono il tramite per uscire da quell'arcipelago di lotte aziendali che ancora esistono e che solo la loro socializzazione può valorizzare ed estendere (vedi in proposito l'esperienza del G.O.A. Gruppo Operaio Autorganizzato Magneti Marelli di Bologna. Tale gruppo si è strutturato durante una lotta di stagionali. Attualmente è composta da un gruppo di lavoratori a tempo indeterminato che di volta in volta viene aiutato da lavoratori precari della Magneti, interinali, stagionali. Attualmente hanno dato vita ad un bollettino di fabbrica: Lavoratori Svitati. Un altro esempio è il collettivo Precari Nati che muovendosi più a livello territoriale, si valorizza nel confronto fra lavoratori di diverse categorie e contratti). Da una parte si hanno quindi delle figure contrattualmente stabili, che sottoposte ad un organizzazione del lavoro più snella e flessibile, quindi in un certo senso più a carico del lavoratore, riescono a conoscerne i punti deboli, individuando le possibilità di conflitto, conflitto che per essere esteso deve usufruire della presenza di lavoratori contrattualmente precari. Nessuna forma di intermediazione come la creazione di un sindacato per lavoratori interinali potrà portare a questi risultati, le esperienze di altri paesi dove questa forma contrattualistica esiste da più tempo sono significative. Si concentra la propria rabbia unicamente contro l'agenzia di lavoro interinale, ignorando chi realmente sfrutta questa forma di precarizzazione e a quali fini. Il lavoro interinale non esiste perché ci sono le agenzie di lavoro interinale, ma risponde ad esigenze e costi del mercato. La forma sindacale tutela il mercato e porta i lavoratori interinali ad automarginalizzarsi.
Pur vivendo una delle "mezza notti del secolo"
come lavoratori, crediamo che la classe lavoratrice abbia la possibilità
l'energia la forza di agire e pensare in modo collettivo, perché la "vecchia
talpa" continua a scavare...
1 Secondo una rilevazione dell'ISTAT del '95, oltre 2,1 milioni di nuclei familiari(pari al 10,6% delle famiglie italiane risultava al di sotto della soglia di povertà, mentre una recente indagine condotta per il CNR ha messo in evidenza che il 7% degli occupati( oltre 1,3 milioni) vive in "regime" di povertà" Cfr. Troppi poveri, via al minimo vitale, Marco Rogari, n IL SOLE-24 ORE di Giovedì 30 Aprile 1998..
2 In Italia l'incidenza dell'economia sommersa sul PIL è pari al 27,3% contro il 15% della Germania ed il 14,3% della Francia. A livello europeo l'Italia è seconda sola alla Grecia con 29% e seguita da Spagna con il 23,1%, Portogallo con il 22,8%, Belgio con il 22,4%, Svezia con il 19,8%, Danimarca 17,6%. Cfr. 'Offensiva contro il lavoro nero', Sergio Cuti, ESPANSIONE n°12-Dicembre 1998.
3 <<Sono previsti contratti di formazione e lavoro per 36 mesi, permettendo per tutto il periodo un inquadramento di due livelli inferiore rispetto alla mansione; apprendistato per i giovani fino a 26 anni, partendo da un salario iniziale del 60% rispetto al minimo contrattuale per salire gradualmente fino al 90% al quarto anno; calcolo degli orari su base annua; contratti weekend. Inoltre si potranno attivare contratti a tempo determinato in numero superiore rispetto a quello previsto dai contratti di categoria così come si potrà ricorrere allo straordinario in quota superiore rispetto ai contratti. Anche per la contrattazione aziendale si può arrivare ad una moratoria fino ad un massimo di quattro anni, mentre gli accordi prevedono la novità dei contratti di inserimento: per i disoccupati di lunga durata, lavoratori in cassa integrazione e in mobilità è previsto un trattamento contrattuale analogo a quello previsto nell'accordo per i Cfl(cioè due livelli inferiori). In più si prevedono stage e tirocini per agevolare le scelte professionali, mentre le parti si impegnano a favorire borse di studio per la durata di 6 mesi>>. In sintesi, << uno sconto sul costo del lavoro che oscilla tra il 25 e il 30 per cento>>. "Contratti d'area. Debuttano le <<oasi>> della flessibilità", Nicoletta Picchio, IL SOLE-24 ORE 16/3/98;Cfr. Senzadiritti. Storia dell'altra Italia, Giorgio Ricordy, Feltrinelli Milano1990
4 Sciopero illegale, dove i lavoratori entrano in mobilitazione non avvertendo i padroni. Tale forma di lotta è stato patrimonio del movimento operaio in svariati periodi. Tale pratica si è legata spesso alle lotte autonome(da partiti e sindacati) dei lavoratori. Il termine deriva dal linguaggio dell'IWW (Industrial Workers of the World), storica organizzazione rivoluzionaria dei lavoratori negli USA, che ne fece un simbolo (il gatto selvaggio) della propria iconografia militante.
5 Arbitraggio: sono previste procedure di conciliazione obbligatoria con il coinvolgimento delle parti. In una fase successiva si potrà ricorrere all'arbitraggio per la composizione delle vertenze. In questo periodo vengono soppresse le iniziative di protesta. Intervallo per gli scioperi: dovranno trascorrere 10 giorni tra l'effettuazione dello sciopero e la proclamazione di quello successivo che interessa lo stesso servizio o lo stesso bacino d'utenza(fatta eccezione per i sindacati che rappresentano la maggioranza dei dipendenti). 6 "Dalla ricerca dell'Ires-Cgil sappiamo che poco meno della metà degli intervistati proviene dal lavoro dipendente, e che meno di un terzo ha potuto #60<scegliere>> la nuova attività di collaboratore: gli altri si sono trovati di fronte all'alternativa del licenziamento, o avevano consumato il <<contratto a termine>>; in molti casi, come si è detto, è stato lo stesso datore di lavoro a proporre la nuova >>forma di rapporto>> in La bella favola dell' <<autonomia>>. Una ricerca dell'Ires sui lavori atipici. Dove l'indipendenza è solo teorica, Carla Casalini, <<il Manifesto>> 9/2/99. Questa ricerca svela come <<dalle risposte ai questionari, escono ridimensionati molti dei miti correnti, come quello dell'<<autoimprenditorialità>>, quindi dell'<<autonomia>> di cui potrebbero i <<collaboratori>> rispetto ai dipendenti, nonché del disancoraggio dal luogo e dal tempo di lavoro che li distinguirebbe dai lavoratori <<interni>> alle aziende"
7 In 'Un totem ti dice se c'è lavoro', articolo-intervista a Jerome Caille ne Il SOLE-24ORE del 14-12-98.
8 In Piemonte <<la prima e finora unica società utilizzata dal ministero del Lavoro ad agire come collocatore privato di lavoratori è la Job Line di Pinerolo che a pochi giorni dal via libera ha già impiegato alcuni addetti nelle imprese di zona. Sulla scia della nuova società altre organizzazioni potrebbero a giorni avere l'o.k. dal ministero per l'ingresso del nuovo mercato>> in 'Collocamento Privato: in Piemonte i primi assunti' ne IL SOLE-24 ORE del 30-11-98.
9 In Emilia-Romagna <<il lavoro è sempre più flessibile>>: boom dell'apprendistato che nel primo semestre 1998 ha toccato quota 26.200 contratti contro i 17.500 dell'anno scorso. Anche il part-time cresce e arriva a 24mila contratti(12,2%). Forte il ricorso a contratti a tempo determinato che toccano il 53% delle assunzioni totali. Infine decolla il lavoro interinale. <<In Emilia-Romagna - ha concluso Andrea Stuppini, direttore dell' Agenzia regionale per l'impiego - nei primi nove mesi dell'anno sono già stati attivati contratti per 1.756 lavoratori. Entro la fine dell'anno dovremmo arrivare a 2.500>> . in 'Nel '98 in Emilia Romagna perduti 7 mila posti di lavoro' ne Il SOLE-24 ORE del 18-1298.