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Richiesta alla Regione dell’approvazione di una legge regionale quadro di disciplina e riorganizzazione delle politiche attive in favore dei L.S.U./L.P.U.

 

Strumenti operativi ed azioni del piano

Apertura di un tavolo con il Governo per la delega alla Regione della normativa sugli L.S.U./L.P.U.

Costituzione di un Comitato di crisi politico, di cui faranno parte i rappresentanti dei lavoratori eletti negli Enti nelle forme RSU, che si occupi di definire e seguire le linee del piano.

 

Rilevazione delle mansioni svolte nel tempo e del ruolo ricoperto (reale qualifica) di ogni lavoratore. Verificare le prestazioni in copertura di carenza d’organico o in sostituzione, tenendo conto del numero dei lavoratori occupati e dei carichi di lavoro. Monitoraggio della storia lavorativa, dei bisogni e delle aspettative di ogni singolo lavoratore.

Dopo una rilevazione delle carenze d’organico nella P.A., varo da parte della Regione e delle Province di un piano straordinario per l’occupazione, nel quale realizzare l’inserimento in pianta stabile dei L.S.U./L.P.U. attraverso chiamata numerica fino alla IV qualifica e concorsi riservati per titoli (riconoscendo ai L.S.U. titoli di preferenza, sulla base della valutazione del lavoro svolto) fino all’esaurimento del bacino ed al completamento delle piante organiche, componendo graduatoria di concorso per attingere successivamente a copertura della pianta organica degli Enti locali.

 

Costituzione ed avvio di SOCIETÀ REGIONALE E/O PROVINCIALE A TOTALE CAPITALE PUBBLICO, con partecipazione degli Enti utilizzatori, responsabilizzati in relazione agli obiettivi del piano ed inoltre sollecitati a concrete azioni di partecipazione economica e di consulenza attraverso la costituzione dei comitati di crisi.

Detta società avrà i compiti prioritari:

- dell'occupazione nei settori riguardanti servizi aggiuntivi (che non hanno mercato) a favore degli Enti,

- di ricercare soluzioni concrete per tutti i lavoratori del bacino;

-        di agire da contenitore di ultima istanza per quei lavoratori, che avviati al lavoro nelle forme diverse, non avranno ottenuto la stabilizzazione

 

del posto e per i quali si renderà necessaria la ricerca di nuove forme di reimpiego.

 

La previsione di un unico soggetto di gestione di coloro che temporaneamente resteranno fuori dalle liste di occupazione, delineate in precedenza, offre maggiori garanzie in ordine al raggiungimento dell'obiettivo della piena occupazione per tutti i lavoratori, dando concretezza all'idea del piano secondo cui le azioni di stabilizzazione occupazionale saranno organizzate di concerto con gli Enti utilizzatori con modalità pressoché personalizzate, mirando a determinare opportunità di lavoro per tutti.

Costituzione di un'agenzia di scopo Regionale e/o Provinciale, all'interno della società, incaricata di coordinare, monitorare ed accompagnare l'intero sistema di relazioni finalizzato ad attuare il piano. L'Agenzia :

-  valuta costantemente con una banca dati la destinazione di tutti i lavoratori di cui si occupa e interloquisce sempre e costantemente con i soggetti interessati;

-  fa da incubatore d'impresa a disposizione dei lavoratori singoli o associati, per assistere nella fase di progettazione ed avvio tutti coloro che vogliono intraprendere forme di impresa private;

-  garantisce consulenza tecnica e progettuale nonché un rientro nei progetti alla fine dei percorsi, se non dovessero concludersi positivamente;

-  organizza corsi di formazione per coloro che hanno possibilità di essere riammessi nelle aziende o per coloro in possesso di qualifiche più alte, al fine di garantire un utilizzo reale presso gli Enti o un lavoro autonomo e d'impresa.

Impegno della Regione e delle Province a non utilizzare direttamente, per sé e per gli Enti da essa dipendenti, il lavoro interinale.

Blocco della costituzione delle società o cooperative previste nei piani d’impresa non ancora avviate.

Richiesta di revisione dei fondi previsti per l’affidamento a terzi dei servizi pubblici, privilegiando il passaggio di questi fondi alla società pubblica regionale e/o provinciale, superando vincoli di spesa oggi operanti che attengono, com’è noto, alla procedura ordinaria di erogazione dei fondi allo stato.

Richiesta di revisione e rilancio del sistema degli incentivi che devono essere rivolti soprattutto verso la P.A. e solo su richiesta dei lavoratori, verso il mondo produttivo di decisione.

 


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Bollettino del Coordinamento Regionale LSU/LPU

 



Rimodulazione di tutti i progetti avviati fino ad oggi e garanzia di conservazione del posto nei progetti L.P.U. per tutti i lavoratori che non accetteranno di aderire alle società in corso di attuazione. Ovvero garanzia di rientro nella società pubblica regionale e/o provinciale dei lavoratori avviati nelle società che non garantiranno reale occupazione e adeguata retribuzione.

Negoziare fondi con la Unione Europea, al fine di vincolarli al piano della società pubblica regionale e/o provinciale definendo le modalità di erogazione.

Impegno della Regione e delle Province a non escludere dai progetti coloro che il nuovo Decreto reputa esclusi, come coloro che non hanno raggiunto l’anno di attività alla fine del ’99.

 

Strategie del piano

Il superamento della fase delle proroghe dei progetti L.S.U./L.P.U., per essere un obiettivo realistico, passa attraverso l’approntamento in tempi molto ravvicinati degli strumenti di attuazione delle singole linee d’intervento tracciate in precedenza.

Si calcola in almeno cinque anni la fase di avvio e messa in regime degli interventi previsti, tenendo conto di quanto erogato in passato o previsto a carico del fondo nazionale per l’occupazione come base finanziaria di riferimento per la quantificazione necessaria delle risorse necessarie per l’attuazione del piano.

Si delineano due fasi operative:

I fase

Nella prima fase occorrerà predisporre con urgenza alcuni strumenti fondamentali per l’attuazione delle singole politiche d’intervento:

1.      apertura del tavolo negoziale con il governo per la delega alla Regione-Province in materia di L.S.U./L.P.U. e di tutte le varie forme di precariato e congelamento del D. Lgs. 81/00 di revisione del 468/97;

2.      rivisitazione di tutti i progetti partiti;

3.      monitoraggio dei lavoratori e sollecito delle revisioni delle piante organiche della P.A.;

4.      definizione della legge quadro regionale sulle politiche in questione;

5.      ridefinizione del sistema di incentivi per favorire l’assunzione dei lavoratori nella Pubblica Amministrazione.

 


II fase

La seconda fase concerne l’avvio vero e proprio degli interventi programmati e coincide con le proposte degli interventi finalizzati alla piena occupazione:

1.      creazione di una società pubblica regionale e/o provinciale dell’agenzia di scopo regionale;

2.      immissione degli L.S.U./L.P.U. nelle varie amministrazioni;

3.       definizione delle opere pubbliche e dei servizi finalizzati alla creazione di nuova occupazione.

Il Coordinamento Regionale si riunirà il 6 giugno a Livorno alle ore 16 per discutere le nuove iniziative, a seguito  delle Manifetsazioni dei Coordinamenti provinciali di Massa-Carrara, Livorno, Pisa e Grosseto, partecipate da centinaia di LSU/LPU contro i protocolli istituzionali siglati tra Province e Comuni e parti sociali, che hanno la finalità di liberarsi del problema LSU e non di costrure reali porcorsi occupazionali stabili.


Coordinamento Regionale LSU/LPU

Via Pieroni 27 57100 Livorno

tel.fax 0586.210116 o 0338.4902461

Cooordinamenti Provinciali Lsu/LPU

-          Massa tel. 0347.0637807

-          Carrara tel. 0585.53371

-          Livorno tel. 0586.219063

-          Pisa tel. 0347.0364372

-          Grosseto tel. 0339.6334566

-          Follonica tel. 0347.8362229

-          Firenze tel. 0328.6841531

-          Arezzo tel. 055.9103022