di Sandro De
Toni
Di buona mattina,
quasi all'alba per le abitudini dei Palazzi romani, riesco a mettere insieme,
davanti ad un caffè, due dei protagonisti dei progetti e della gestione dei
Lavori socialmente utili (LSU): Antonio Pizzinato, sottosegretario al Lavoro, e
Sandro Del Fattore, assessore al Lavoro della Giunta di Roma. Il mio intento è
quello di tracciare un bilancio di questa esperienza e di capire come il
governo stia lavorando per attuare la delega prevista nel Pacchetto Treu per
una sorta di legge &endash; quadro in materia. Per capire, insomma, se i
LSU sono un cerotto sulla piaga del non-lavoro, un palliativo, oppure possono
rappresentare una delle leve strategiche per affrontare la nuova disoccupazione
nell'epoca della società dell'informazione, o "post-industriale" che
dir si voglia, e se c'è dell'altro, se possono rappresentare cioè un primo
passo della riforma del Welfare State verso una Società del benessere. Ma sarà
bene procedere con ordineŠ
Cominform:
Potete fare un primo bilancio dell'esperienza dei LSU dal punto di vista
dell'esperienza del governo nazionale e di quella dell'Ente Locale?
Pizzinato. La prima esperienza di LSU
risale al 1949. E' stata poi ripresa agli inizi degli anni '80 per conoscere
poi un nuovo sviluppo nella seconda metà degli anni '90. Nel 1995 sono stati
1.165 e i lavoratori 105 mila impegnati in progetti sia nazionali che
territoriali ai quali vanno aggiunti i progetti finanziati dagli enti locali.
Per il 1997, 925 miliardi sono stati già ripartiti e presto completeremo la
ripartizione dei fondi fino a raggiungere una cifra simile a quella del 1996.
Inoltre il disegno
di legge in discussione da parte del Parlamento, di promozione
dell'occupazione, il cosiddetto "Pacchetto Treu", prevede un
finanziamento di altri mille miliardi per impiegare 100 mila giovani dei 21 ai
32 anni in otto regioni meridionali in Lavori di pubblica utilità (LPU) o in
Borse di lavoro presso aziende private. Sono arrivati oltre 5 mila progetti con
forti diversità, da quelli di alta qualità a quelli più tradizionali. Per
esempio, è stato presentato un progetto per la mappatura del nostro patrimonio
artistico e monumentale a rischio sismico, un progetto che impegnerà centinaia
di ingegneri e tecnici.
Da sinistra e da
destra, ed anche da parte sindacale, sono però giunte critiche ai LPU ed ai
LSU, definiti come "palliativi" e falsa risposta ai problemi
occupazionaliŠ
Pizzinato. Mi dispiace che non siano
invece partecipi di questa battaglia da fare: quella di trasformare gli attuali
LSU in una fase propedeutica per dare stabilità occupazionale, lavoro vero, non
solo ai cassintegrati o ai lavoratori in mobilità, ma anche ai giovani in cerca
di prima occupazione. La stessa previsione di società miste con le pubbliche
amministrazioni rappresenta un salto qualitativo nell'utilizzo dei LSU che va
colto a piano.
E poi non bisogna
dimenticare che siamo di fronte ad una disoccupazione che per un periodo non
breve dobbiamo considerare strutturale. Ci sono &endash; come da tempo ci
dice, tra gli altri, Giorgio Lunghini &endash; bisogni sociali
insoddisfatti dal mercato. Bisogna mettere in moto lavori "concreti",
lavori destinati immediatamente alla produzione di valori d'uso, che non siano
meri ammortizzatori sociali. Principalmente lavori di cura, in senso lato,
delle persone e della natura. Questa è la scommessa, la svolta da compiere.
Del Fattore. L'esperienza svolta dal mio
assessorato con il progetto Polis, che impiegherà mille giovani, si è appunto
posto il problema di questa nuova domanda alla quale faceva riferimento
Pizzinato. Ci siamo mossi lungo quattro direttrici. Innanzitutto abbiamo
puntato a coinvolgere la fascia più disagiata del mondo del lavoro: la
disoccupazione di lunga durata, cioè di quei giovani o lavoratori iscritti da
più di due anni al collocamento, e che non percepiscono nessuna indennità.
In secondo luogo
abbiamo posto al centro del nostro progetto la formazione non solo per i primi
15-20 giorni, quella che si effettua in qualche aula, ma continua, che
accompagni tutto l'iter ed anche la fine del progetto, una sorta di tutoraggio
per garantire la qualificazione (o la riqualificazione) dei partecipanti ai
vari progetti di lavoro. Terzo, abbiamo mirato fin da subito alla costituzione
di imprese di cooperative, di società miste. Questo è un punto importante sul
quale ragionare. Per il progetto "Polis" abbiamo firmato un
protocollo con la Regione Lazio per una collaborazione del BIC Lazio per la
creazione di imprese, e vogliamo creare un Fondo di rotazione e di garanzia per
fornire incentivi a queste nuove aziende. Per i 400 lavoratori impegnati
nell'esame delle domande per il condono edilizio, una delle realizzazioni più
interessanti nell'ambito dei LSU, un progetto precedente a quello di
"Polis", abbiamo costituito una società mista, in accordo con le
organizzazioni sindacali, tra Comune e Gepi, prevedendo anche la partecipazione
di un'impresa privata che sarà selezionata nella massima trasparenza alla quale
dare una serie di commesse per combattere, ad esempio, l'evasione dei tributi
locali su base immobiliare, disegnare la cartografia necessaria per il piano
regolatore, anche attuando importanti innovazioni tecnologiche.
Il Governo con il
"Pacchetto Treu" di imminente approvazione da parte del parlamento ha
ricevuto una delega per la riscrittura di una sorta di testo unico di tutte le
norme relative ai LSU che si sono per così dire "stratificate" nel
corso degli anni. Come intende darvi attuazione, anche per quanto concerne i
diritti dei lavoratori impegnati nei LSU? Mi riferisco in particolare ai
contributi previdenziali sempre più importanti con il nuovo sistema di computo
delle pensioni.
Pizzinato. In realtà nel disegno di
legge che richiamavi le deleghe sono due: una per i progetti di Lavori di
pubblica utilità (LPU) che devono partire entro la fine di dicembre del 1997
per impiegare 100 mila giovani, si tratta di una sfida per il governo e il
mezzogiorno, ed un'altra &endash; quella a cui hai fatto riferimento
&endash; per una sorta di legge-quadro per tutti i LSU. E' già al lavoro
una commissione ministeriale alla quale partecipano -&endash;in
rappresentanza della Conferenza Stato regioni &endash; due assessori
regionali al Lavoro. Vogliamo distinguere tra i LSU per i lavoratori che
beneficiano di ammortizzatori sociali o per giovani da avviare ad un primo
inserimento nel mondo del lavoro, e i LPU, anche come sbocco e risultato della
prima fase, per i quali si opera direttamente tramite società miste ed i
lavoratori sono assunti con un rapporto regolare di lavoro.
I LSU , per i
diritti previdenziali, valgono ai fini dell'anzianità ma non per il calcolo
della pensione. Per i LPU invece si tratta di rapporti di lavoro regolari a
tutti gli effetti. Lavoriamo inoltre per precisare le caratteristiche di queste
società miste. Il loro capitale iniziale è stato reso più accessibile
abbassandolo a 500 milioni. Si tratta di una grossa scommessa. Per questo
sarebbe decisivo l'apporto culturale e di impostazione economica per tale
progetto da parte di tutta la sinistra, degli intellettuali, di tutto il
sindacato: si tratta di un disegno strutturale per una nuova coesione sociale
di fronte alle sfide della globalizzazione, al dramma della disoccupazione non
del semplice aggiustamento di un ammortizzatore sociale tra tanti.
Quali consigli
daresti al governo per l'attuazione di questa delega partendo dalla tua
esperienza di amministratore locale?
Del Fattore. Con la normativa attuale
dei LSU è difficile coinvolgere i giovani. Per il progetto "Polis" di
fronte a mille disoccupati da impegnare abbiamo ricevuto 47 mila domande. Il
collocamento sulla base della legge esistente ne ha selezionato mille di cui il
70% ha un'età compresa tra i 25-35 anni e il 30% con età superiore. Ma il
grosso è compreso tra i 27-37 anni. Finché saranno determinanti l'anzianità di
iscrizione al collocamento, il carico di famiglia, ecc. Š, questi criteri, nei
fatti, discrimineranno i più giovaniŠ
Pizzinato. Da questo punto di vista
&endash; se mi consente l'inciso &endash; nei 5 mila nuovi progetti al
nostro esame molti sono rivolti in maggioranza ai giovani. Ti faccio gli esempi
del progetto presentato dall'INPS per l'elaborazione dei dati oppure quello del
Catasto ettaro/culturale che coinvolgeranno giovani informatici...
Del Fattore. L'altro aspetto di
"sofferenza" è quello della struttura amministrativa, della
farraginosità delle procedure, del sovrapporsi elefantiaco di permessi, nulla
osta, ricorsi e così via. Faccio un esempio: il bando per "Polis" è
del 27 dicembre 1996; il ricevimento delle domande si è chiuso il 25 gennaio.
Bene, ho ricevuto le graduatorie dal collocamento quattro giorni fa. Insomma ci
sono voluti 4-5 mesi solo per avere queste benedette graduatorie. Tieni conto
che nel frattempo questi disoccupati non potevano accettare nessuna altra
proposta di lavoro pena il decadimento dalla graduatoria, e che tra i
disoccupati le condizioni reali spesso variano mese per mese. Serve una riforma
strutturale della Pubblica Amministrazione: la prima delle riforme da fare.
Pizzinato. Sono perfettamente
d'accordo. . Vorrei aggiungere però che senza l'informatizzazione delle P.A., a
partire dal collocamento, non è possibile attuare una moderna politica del
Lavoro. E su questo terreno siamo quasi all'anno zero.
Bertinotti,
parlando di operazione da "New Deal" roosveltiano, ha indicato
nell'IRI, riconvertito in una grande agenzia di organizzazione e promozione
delle attività socialmente utili, il motore per una nuova stagione dei LSU. Che
ne pensi?
Pizzinato. Non mi convince. D'altronde il governo si sta già muovendo per costituire la "Gepi-Lavori socialmente utili" che dovrà non sostituirsi ai poteri locali, ma sostenerli nella promozione di tali lavori e soprattutto nella costituzione di nuove imprese. Non abbiamo bisogno di un nuovo centralismo ma del suo contrario. D'altronde in questa direzione ci si sta muovendo per riformare la nostra forma di stato. Anzi, voglio rilanciare la mia vecchia proposta di conferenze regionali sui problemi occupazionali per cogliere tutte le specificità del problema nelle varie realtà territoriali. Nei territori di La Spezia e di Massa Carrara, cioè in due regioni ad alto sviluppo, le percentuali di disoccupazione sono ben superiori alla media nazionale. Vanno dunque viste le articolazioni locali del problema e le diverse esigenze di intervento. Ad Ivrea, malgrado la crisi della Olivetti, anzi a causa di questa crisi che non offre uno sbocco fino a poco tempo fa ritenuto sicuro, esiste un progetto redatto, insieme al comune, da laureati in informatica, per catalogare ed utilizzare i musei comunali chiusi. Un progetto che darà lavoro stabile a centinaia di giovani. Occorre partire dal basso.